20124
Milano
MI
18, Via Castaldi Panfilo (mappa)
tel: : 0229522124
Categoria: ristoranti
Cena di Sabato 12 Gennaio 2013
Unico stellato della categoria, lo chef-filosofo abbina alla maestria tecnica ed estetica delle sue preparazioni un significato intrinseco del piatto che è bagaglio personale di una ricerca intima. Proprio questa ricerca lo spingerà lontano da casa, via da una percezione "occidentale" di cucina. In Cina e Giappone frequenterà monaci buddisti e missionari cristiani. L'introspezione e presa coscienza di sè lo porteranno a cambiare modo di pensare e concepire l'arte culinaria. Maturerà la sua "idea di cucina". Tutto questo, ahimè, non si avverte entrando all'interno del Joia. Questo ristorante dai tratti minimalisti risulta anonimo. Pavimenti in comune parquet, pareti gialle e tavoli più che normali non trasudano per nulla l'esperienza vissuta dallo chef. Non fungono da preambolo al fantastico viaggio-zen che intraprenderemo immergendoci nella degustazione dei piatti. Parliamo ora di questo agognato viaggio: Scelgo il menù degustazione "L'enfasi della natura". Il primo piatto è il Wild: l'aspetto del piatto preannuncia tutto l'ardore e la ferocia che appurerà poi il palato. Si è sobbalzati da un estremo all'altro, da una sponda amica alla più infausta deriva. L'indivia belga e il radicchio, irti nel piatto, vengono investiti come uno tsunami dalla maionese al rafano, per poi trovare conforto nel pesto di avocado. Piatto ardimentoso. Forse un po' azzardato come apripista. Secondo antipasto: Oh mio caro pianeta. Questo piatto ha in sè tutto quello che si richiede per poter essere definito perfetto: il gusto,le diverse consistenze e l'idea. Ottimo il foie gras vegetariano creato dalla sapiente amalgama di verdure stagionali, che si frappone tra il tortino di cavolfiore(che ne esalta dolcezza e delicatezza)e la verza croccante e glassata(che ne esalta sapidità e morbidezza). Il vertice della serata. Zuppa: Ritorno a casa. Piace la sfera d'orzo ripiena di pastinaca, piace la crema di zucca e topinambur, piace l'impatto visivo e olfattivo, ma al cucchiaio l'insieme tende a stancare. Primo piatto: Raviolo a mano. La forza
Unico stellato della categoria, lo chef-filosofo abbina alla maestria tecnica ed estetica delle sue preparazioni un significato intrinseco del piatto che è bagaglio personale di una ricerca intima.…
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18/01/2013 IlMangione.it
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Pranzo di Martedì 17 Giugno 2008
Joia è un ristorante innovativo,del quale avevo sempre letto e sentito commenti favorevoli. La zona dove è situato è abbastanza centrale,per i parametri milanesi,e la definirei "etnica" con molti locali di altre nazionalità. Una volta suonato il campanello e varcata la soglia,si entra in un bel locale con una prima saletta a sinistra e un'altra principale su due livelli. L'arredamento,e i tavoli con la loro posateria,è piacevole e moderno; e anche abbastanza luminoso. A mezzogiorno, oltre alla carta, con diverse varianti di menu degustazione, si può ordinare il loro piatto unico che, mi è stato detto dal gentile cameriere che ci ha servito, cambia molto spesso. Tra i menu degustazione, oltre a quello anch'esso specifico per il pranzo (3 portate a 35 euro), mi avrebbe attirato quello "creato" dal cliente stesso con 2 antipasti, un primo, un secondo e un dessert; ma ho deciso per il ben più leggero piatto unico. Piatto che, ideato dal più grande chef italiano -notizia fornita sempre dallo stesso cameriere-, è diviso in cinque piccole zone dove si trovavano: un gazpacho di zucchine; una piccola caprese; due fettine di Seitan con una maionese "vegana"; il quinto spazio era dedicato al dolce: alle pere. Giudizio sintetico: decisamente positivo. In abbinamento erano proposti tre calici di vino; tutti e tre molto buoni in particolare quello per il dessert: un Gewurztraminer di Franz Haas. Chiedendo scusa, come spesso mi accade, per la mia non sempre completa descrizione degli ingredienti, o dei vini, vorrei sintetizzare dicendo che sono rimasto molto soddisfatto. Soddisfatto perchè oltre ai piatti proposti, la sensazione che si ritrova in questo ristorante, è quella di una estrema cura in tutto. Dalle ricette, alcune delle quali sicuramente non alla mia portata, al servizio, alla cura dei particolari, alle cortesi "due parole" con lo Chef che è passato a sincerarsi del gradimento dei clienti. Direi da provare; poi magari, come mi piace molto fare, ritornare alla trattoria semplice senza pretese. Apprezzabilissima; ma qu
Joia è un ristorante innovativo,del quale avevo sempre letto e sentito commenti favorevoli. La zona dove è situato è abbastanza centrale,per i parametri milanesi,e la definirei "etnica" con molti…
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28/05/2012 IlMangione.it
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Cena di Mercoledì 2 Febbraio 2011
L’ambiente è elegante, ma non eccessivo. Veniamo accolti nell’ordine da una persona oltre la porta che verifica la prenotazione, un impiegato che raccoglie i cappotti, un cameriere che ci scorta al tavolo. Dopo un lungo corridoio si accede alla sala, piccola e rettangolare, dominata da un lato da un grande specchio e dall’altro dall’ingresso della cucina da cui ogni tanto farà capolino il rinomato chef. Il bianco la fa da padrone, qualche quadro aggiunge il giusto tocco di colore. In mezzo alla sala corre un tavolo di legno chiaro sopra cui spicca un vassoio coperto dentro cui scintillano come trofei in esposizione porzioni di formaggi. I tavoli sono disposti sui lati a ridosso delle pareti, con i commensali posizionati in modo ottimale. Accettiamo l’aperitivo che ci viene offerto poco dopo esserci seduti, qualche istante dopo si fa avanti un altro cameriere che raccoglie i nostri ordini. Arriva il sommelier che (forse) deluderemo nel timore di affidarci a consigli per noi eccessivamente preziosi ordinando una bottiglia di Vermentino di Sardegna che ci accompagnerà per tutto il pasto. L’attesa viene spezzata dall’arrivo di una foglia di cavolo cinese ai tre sapori, zucca barbabietola rossa e prezzemolo. La porzione è minimale, ma non insignificante. Apprezzo la croccantezza e il profumo, soprattutto nella parte con la zucca. Ci sono due cose che colpiscono nella cucina di Leeman e hanno tutte e due a vedere con la presentazione del piatto. La prima è che il piatto partendo prima di tutto da un’idea viene raccontato, compito che il cameriere svolge con affabile competenza, la seconda sono i colori, armoniosi e sorprendenti. Insieme al pre-antipasto ci portano anche il pane, piuttosto anonimo, forse la più grande delusione della serata. Dopo l’annunciata attesa giungono i nostri primi. Il mio piatto si chiama “Serendipity” e consiste in un trittico di gnocchi di spinaci, patate e barbabietole ripieni di fontina in un sottile letto di parmigiano. I migliori risultano quelli alla barbabietola, l’insieme è azzeccato a
L’ambiente è elegante, ma non eccessivo. Veniamo accolti nell’ordine da una persona oltre la porta che verifica la prenotazione, un impiegato che raccoglie i cappotti, un cameriere che ci…
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28/05/2012 IlMangione.it
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Ristorante Joia di Milano
Il Ristorante Joia è un ambiente curato ed accogliente che ha la fama di essere il migliore ristorante vegetariano d'Europa, proponendo una cucina colta, ricercata ed elaborata con tecnica sofisticata, che raggiunge l'obiettivo di creare emozioni e sapori inediti, composta da elementi di forma e di gusto che rappresentano la natura. La natura intesa dallo chef Pietro Leeman è punto di partenza e di riferimento per ogni specialità, in quanto nella natura ci sono tutti i gusti riconoscibili e presenti in ognuno di noi: non bisogna fare altro che individuarli, comprenderli ed infine trasformarli senza inventare nulla di artificiale. Tra le specialità proposte spiccano: la zuppa di verza, semi di zucca appena tostati, pesto invernale e contrasto di zafferano; la sfoglia di pasta colorata con cardi, sedano verde e pinoli tostati, servita con salsa leggera di mandorle ed erbe; lo strudel di grano saraceno cotto al vapore con topinambur, verza e cavolo rosso, proposto con cialda croccante contornata da un chutney di pere; il babà con emulsione di cioccolato e spezie, gelato mou e pere kaiser grigliate. Il Ristorante Joia di Milano dispone inoltre di un'ottima cantna vini, con ampia selezione di etichette che ben si sposano al menu proposto. Inverti Indirizzo di partenza Fine In auto A piedi Ottieni itinerario Tipo di cucina Vegetariana . Giudizi delle Guide L'Espresso 16,5 su 20 Gambero Rosso 85 su 100 Riconoscimenti Gambero Rosso 2 Forchette • Espresso 2 Cappelli • Michelin 1 Stella • Guida Michelin 2 Forchette
Il Ristorante Joia è un ambiente curato ed accogliente che ha la fama di essere il migliore ristorante vegetariano d'Europa, proponendo una cucina colta, ricercata ed elaborata con tecnica…
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19/09/2011 QRistoranti.it
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joia
In zona Stazione Centrale a Milano, il ristorante condotto da Pietro Leemann continua nella sua storia di successi, coonfermandosi nell'ormai chiara fama che offre all'insegna dell'"alta cucina naturale". Lo chef, seguendo questo slogan, ha fondato una filosofia gastronomicache lo ha portato a essere fra i più importanti testimonial del wellness alimentare nel mondo. La cucina è essenziale e, nonostante la continua contaminazione fra tradizione occidentale ee suggestioni dell'Estremo Oriente, mantiene sapori inalterati e la soddisfazione di una tavola vegetariana che non lascia rimpianti. Anche l'ambiente, articolato in tre sale arredate modernamente, rispecchia la stessa linearità del menu, con colori tenui che danno leggerezza alla materia (legno e pietra) e garantiscono un piacevole momento di relax all'avventore.
In zona Stazione Centrale a Milano, il ristorante condotto da Pietro Leemann continua nella sua storia di successi, coonfermandosi nell'ormai chiara fama che offre all'insegna dell'"alta cucina…
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21/07/2011 Jeunes Restaurateurs D'Europe
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Joia
Pietro Leemann è uno dei grandi cuochi che opera a Milano. È l’alfiere dell’alta cucina naturale, che non è sinonimo di cucina vegetariana. Qui non si cucina carne è vero, ma i piatti a base di pesce ci sono e quelli senza latticini e uova sono indicati. Tra i piatti della nostra predilezione, il suo classico: Colori gusti e consistenze, sei cubetti di verdura e formaggio. Un Sasso Rotola, sfera croccante di zucchine e porcini che viene servita facendola scorrere su un piatto inclinato su cui c’è una salsa. Blub, crema tiepida di zucchine con contrasto piccante ed erbe. Aspettando Bras, verdure con spuma soffice tartufata. Prima a Sinistra poi a Destra, gazpacho di pomodoro e di fragole. E ancora Sotto una coltre colorata (funghi, erbe, fiori, aglio) o Finta anatra alla pechinese (a base di crespelle sottili). Per i dolci fatevi pure attrarre dai nomi: Le fragole si specchiano nel lago, La legge del caso, Ah, sono tutti da scoprire. A mezzogiorno proposta a 35 euro di tre portate e il dolce.
Pietro Leemann è uno dei grandi cuochi che opera a Milano. È l’alfiere dell’alta cucina naturale, che non è sinonimo di cucina vegetariana. Qui non si cucina carne è vero, ma i…
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20/01/2011 ClubPapillon
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Joia, Pietro Leemann. Milano - Azazel
Sono davvero un pugno in Italia i ristoranti in cui una vera filosofia di cucina sia costantemente riscontrabile in ogni piatto, in ogni boccone addirittura. Al di là dei discorsi verbosi degli chef spesso si riscontra la tendenza, del resto assolutamente condivisibile, ad una ricerca del buono aperta in molte direzioni. Altrettanto rispetto ed ammirazione dobbiamo però a chi come Pietro Leemann decide di imboccare un sentiero poco battuto ma molto sentito dal punto di vista personale, solitario col machete in una jungla inesplorata di sapori ed accostamenti che abbiano non solo nel vegetarismo, ma anche nella ricerca di un’alternativa gustativa alla carne la loro ragion d’essere. Di recente dalla carta del Joia è scomparso anche il pesce, e mi piace pensare che sia questa decisione il segnale di definitiva evoluzione che da tempo ci si attendeva da questa cucina. Spesso avevo avuto l’impressione di uno chef che avesse la pretesa di rinchiudere tutto entro i limiti delle scelte compiute, un idealista che di fronte all’evidenza cerca di ricondurre ogni concetto estraneo all’idea immutabile del mondo che si è costruito. Ora Pietro Leemann è più realista, il gusto e non l’idea di esso pare essere al centro della sua attenzione. La stessa ricerca della componente acida, che prima veniva troppo spesso aggiustata con l’utilizzo smodato di lamponi, si è fatta più concreta e più aderente alle esigenze specifiche del singolo piatto. Una vera prova di maturità. L’ambiente, contemporaneo con un occhio al minimalismo, già predispone ad una cena o ad un pranzo che lanci un occhio ad est, molto a est. La stessa livrea del personale di sala la dice lunga sulla chiara ispirazione orientale che permea la comunque personalissima cucina dello cheffone elvetico. La carta dei vini, non enciclopedica, presenta ricarichi tali da scoraggiare qualsiasi volo pindarico. Scegliamo il Riesling di Vajra 2007 (37 euro), e vai col tango. Fra gli antipasti il classico e giocoso “ un sasso rotola ” gioca in casa con
Sono davvero un pugno in Italia i ristoranti in cui una vera filosofia di cucina sia costantemente riscontrabile in ogni piatto, in ogni boccone addirittura. Al di là dei discorsi verbosi degli…
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24/11/2010 Passione Gourmet
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Joia
Ambiente: ristorante elegante Cucina: innovativa; vegetariana Ottima selezione di: dolci; pane Piatti tipici: bavarese di formaggio dolce con taccole e pomodori sardi all'olio di nocciole; riso Basmati con tuorlo d'uovo e aneto; fritto leggero di verdure con consistenze morbide e croccanti; sushi di frutta Prezzo medio: da 61 a 100
Ambiente: ristorante elegante Cucina: innovativa; vegetariana Ottima selezione di: dolci; pane Piatti tipici: bavarese di formaggio dolce con taccole e pomodori sardi all'olio di nocciole; riso…
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15/11/2010 Accademia Italiana della Cucina
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