20135
Milano
MI
80, Viale Monte Nero (mappa)
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Categoria: avvocati studi
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Mi chiamo Roberta, sono nata in un paesino vicino Roma e sin da ragazzina ho sempre coltivato il sogno di vivere nella grande città. Così, a 18 anni appena compiuti mi trasferii nella capitale in cerca di lavoro. Ero molto bella e attraente, per questo mi hanno quasi subito proposto un lavoro come modella. Ben presto mi accorsi che non era il lavoro adatto a me perché non mi sentivo pienamente realizzata. Così, lasciai tutto e mi iscrissi all Università. Tra mille sacrifici, (mi mantenevo da sola), mi sono laureata con 110 in Informatica.
Subito dopo la laurea, trovai un impiego presso un azienda che si occupava di servizi informatici per le grandi imprese. L ambiente di lavoro era sereno anche se avevo colleghi tutti uomini: era un settore in cui le donne ancora non avevano avuto accesso. Inizialmente, non sentivo nessun disagio nell essere l unica donna, ma ben presto le cose cambiarono. Ricevevo spesso complimenti per il mio aspetto fisico, in particolare da parte di un collega il quale, prima cominciò con le frasi a doppio senso, equivoche, ma con l andar del tempo passò all apprezzamento pesante e subito dopo alle avancès esplicite che diventavano sempre più insistenti. Mi difendevo come potevo, ma non trovavo l appoggio dei colleghi che molto spesso si divertivano vedendomi a disagio. Decisi di raccontare tutto al Direttore, il quale minimizzò il fatto, rimproverandomi anzi, di essere troppo provocante nell abbigliamento e nei modi: in breve, il mio collega non fu neanche richiamato e le sue avancès continuarono, sempre più pressanti.
Era diventata una situazione insostenibile: stavo male, ero sempre più demoralizzata e al lavoro rendevo poco. Così, poco dopo, fui demansionata al ruolo di centralinista, perdendo quello manageriale che avevo ottenuto dopo anni di sacrifici.
Presto la situazione degenerò: un esaurimento nervoso mi gettò nella disperazione e dopo un ricovero in ospedale (la violenza psicologica cui ero sottoposta mi ha fatto crollare) decisi di reagire. Mi sono rivolta all avvocato Ferraris, la quale mi ha subito consigliato di intraprendere un azione legale nei confronti dell azienda. Grazie all avvocato, che mi è stata vicina durante tutto l iter processuale anche umanamente, ho chiesto e ottenuto il risarcimento di tutti i danni da me subiti, tra cui quello biologico.
Mi chiamo Roberta, sono nata in un paesino vicino Roma e sin da ragazzina ho sempre coltivato il sogno di vivere nella grande città. Così, a 18 anni appena compiuti mi trasferii nella…
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04/10/2010
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La mia storia è piuttosto triste, ma ho bisogno di raccontarla, per dare un po di coraggio e speranza a tutti coloro che in questo momento stanno vivendo ciò che ho vissuto io tre anni fa. Ho 45 anni e sono nato in una famiglia piuttosto modesta. Con tanti sacrifici, i miei genitori sono riusciti a farmi studiare e così mi sono laureato in Economia in tempi record. Grazie alla mia preparazione e passione per l attività manageriale, sono entrato a far parte di una grande azienda conosciuta a livello nazionale.
Dopo 5 anni di onorato servizio, sono diventato dirigente di un intero ramo aziendale, con mansioni qualificate e di alto rilievo. Ho gestito il ramo dell azienda a me affidato con competenza e professionalità, sacrificando, spesso, anche la mia vita personale. Tre anni fa, il titolare cedette l intera azienda ad un ricco imprenditore, e da quel momento sono iniziati i miei guai. Il nuovo titolare, giovane e inesperto, mostrò dal primo momento poco disponibile e spesso in disaccordo con le mie decisioni gestionali.
In poco tempo, riuscì a rendere la mia vita lavorativa impossibile. Iniziò a pretendere livelli di produzione altissimi e impossibili da realizzare in base ai mezzi che il ramo aziendale da me gestito possedeva. Così, approfittando del fatto che non riuscivo a raggiungere quegli obiettivi, dopo una serie di richiami e umiliazioni di ogni genere (riuscì anche a mettermi contro gli operai che mi stimavano e mi apprezzavano), mi ha demansionato. Nel frattempo, però a causa delle vessazioni subite, sono caduto in depressione, in seguito ad un forte esaurimento nervoso.
Ero a pezzi, ma un mio caro amico, mi consigliò di non perdermi d animo e fare causa all azienda per ottenere un giusto risarcimento. Mi sono affidato completamente all avvocato Ferraris, che, comprendendo le mie ragioni e la mia difficile situazione personale, ha chiesto e ottenuto il risarcimento di tutti i danni subiti, tra cui quello biologico, nei confronti dell azienda.
La mia storia è piuttosto triste, ma ho bisogno di raccontarla, per dare un po di coraggio e speranza a tutti coloro che in questo momento stanno vivendo ciò che ho vissuto io tre…
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26/05/2010
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Salve, sono Sandro, lavoro come ragioniere da circa 20 anni presso un azienda che produce infissi in alluminio nella provincia di Milano. Il mio lavoro è piuttosto gratificante, ma pochi anni fa sono stato vittima di una triste vicenda processuale che per fortuna ha avuto buon esito.
Nell azienda, da qualche tempo, si erano verificati degli ammanchi inspiegabili e senza giustificazione. Da quel momento, noi dipendenti siamo stati sottoposti ad una serie di pressanti interrogatori da parte del titolare, il quale cercava di scoprire chi fosse il colpevole.
In quel momento, io vivevo una situazione familiare piuttosto complessa: mi ero separato da poco con moglie e tre bambini a carico ed avevo indubbiamente grossi problemi economici. Così, da un giorno all altro, il mio datore di lavoro, convinto che fossi io il responsabile dei furti, mi ha licenziato in tronco.
Per fortuna, non mi sono perso d animo e mi sono rivolto all avvocato Ferraris, la quale ha predisposto immediatamente ricorso sulla base dell art. 700 del Codice di Procedura Civile. Il ricorso mi ha permesso di essere reintegrato nel mio posto di lavoro.
Inutile dirvi quanto sia stato difficile per me quel periodo, ma affidarsi a professionisti competenti in questi casi è fondamentale.
Salve, sono Sandro, lavoro come ragioniere da circa 20 anni presso un azienda che produce infissi in alluminio nella provincia di Milano. Il mio lavoro è piuttosto gratificante, ma pochi anni…
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12/03/2010
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Buongiorno, sono una donna di 40 anni che circa tre anni fa ha vissuto un esperienza nello stesso tempo felice e dolorosa.
Mi spiego meglio: dopo due anni di matrimonio, io e mio marito sentivamo forte il desiderio di avere un bambino. All inizio, abbiamo avuto qualche difficoltà, ma poi, per fortuna, dopo un anno circa sono rimasta incinta.
Stava per concludersi il periodo di gestazione e tutto procedeva per il meglio, ma da qualche giorno non sentivo più il bambino: avvertivo una scarsa motilità del feto, per questo mi sono recata in ospedale per sottopormi ad un controllo.
Mi venne eseguito un esame diagnostico con monitoraggio che ebbe un esito positivo e l ostetrica mi consigliò di tornare a casa. Ma io non ero tranquilla, soprattutto perché avvertivo una forte tachicardia, così chiesi di essere visitata dal mio ginecologo, il quale mi consigliò di rimanere in sala travaglio per poter essere facilmente controllata.
Nel corso del ricovero mi vennero effettuate due amnioscopie che ebbero esito negativo, ma la tachicardia non si placava. Dopo una notte sofferta, la mattina avvertii delle perdite di colore verdastro, segno di un'evidente sofferenza fetale. Fui sottoposta a parto cesareo d urgenza e nacque Filippo.
Il bambino è nato con un quadro clinico gravissimo ed è affetto da un handicap invalidante. Io e mio marito abbiamo subito denunciato i medici affidandoci all assistenza dell avvocato Ferraris. Abbiamo chiesto e ottenuto con successo il risarcimento dei danni ex art. 2043 del codice civile, a favore di Filippo, sulla base del principio secondo cui il concepito matura la legittima aspettativa alla nascita e conseguentemente a nascere come individuo sano.
Filippo, quindi, è stato considerato titolare del diritto al risarcimento per danno subìto durante la gestazione perché ha subìto un danno ingiusto e ha ottenuto il diritto ad un indennizzo piuttosto soddisfacente.
Buongiorno, sono una donna di 40 anni che circa tre anni fa ha vissuto un esperienza nello stesso tempo felice e dolorosa.
Mi spiego meglio: dopo due anni di matrimonio, io e mio marito…
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23/12/2009
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Circa tre anni fa ho scoperto, per mia sventura, che mio marito, con cui sono stata spostata per 23 anni, aveva una relazione con una sua giovanissima collega. Inutile dirvi il mio stato d’animo e la mia disperazione nel momento in cui ho scoperto il tradimento, anche perché siamo genitori di tre figli, due dei quali non ancora maggiorenni.
Mi sono fatta forza e ho chiesto aiuto allo studio dell'Avv. Carola Ferraris. L’avvocato Ferraris ha seguito passo passo e con attenzione e pazienza la mia causa di separazione e siamo riusciti ad accertare la violazione dell’obbligo di fedeltà e ad attribuire a carico del mio ex marito l’addebito della separazione.
Sto ricevendo un congruo assegno di mantenimento mensile per me e per i miei figli e abito nella casa coniugale acquistata da mio marito con i miei figli.
Circa tre anni fa ho scoperto, per mia sventura, che mio marito, con cui sono stata spostata per 23 anni, aveva una relazione con una sua giovanissima collega. Inutile dirvi il mio stato d’animo e…
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26/11/2009
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